labyrinth of villa pisani

labyrinth of Villa Pisani

caratteristiche

– eccezionale durezza, compattezza, resistenza e flessibilità[1]
– straordinaria lentezza: il diametro aumenta di circa 1mm all’anno (100 anni per 10 cm)
– sorprendente longevità – può vivere fino a 600 anni – grazie alla capacità di adattarsi alle condizioni più sfavorevoli del terreno e del clima, al gelo e alla siccità, all’oscurità dell’ombra più fitta[2]e al fuoco degli incendi.
– uno dei pochissimi legni al mondo che non galleggiano
– l’unico legno europeo con le caratteristiche di un legno tropicale
– per la sua compattezza è suscettibile di <bellissimo pulimento>[3]
– il ceppo presenta <un bellissimo marmorato, delle figure bizzarre e svariatissime, color più oscuro del legno>.
– la radice, che è grandissima e fortissima[4], è piena di nodi e di tuberosità come il tronco e i rami grossi.

 

uso

– apprezzatissimo da ebanisti e tornitori, così come da scatolinai e stipettai, ma anche in molte altre arti, per esempio la xilografia[5]e l’orologeria[6]
– perciò se ne possono fare
. tabacchiere, scatole, astucci e bussolotti per contenere gioielli e oggetti preziosi
. strumenti matematici e scientifici, centimetri, regoli
. bussole[7]
. orologi solari portatili, montature per oculari e obiettivi
. strumenti musicali a fiato
. sculture, modellini, scacchi, bocce da gioco[8]
. martelletti, , pettini, cucchiai, forchette, manici, bossoli, fischietti, cannelli, , giuochetti ed altro
– di bosso sono i flauti frigi (v. il culto di Cibele), le pissidi, le tavolette da scultura, il titulus crucis[9], i martelli delle logge massoniche, l’Apollo con la testa dorata[10]
– la corteccia è altamente tossica e se ricavano potenti farmaci

 

dove

quello sopravvissuto alla piralide lo si trova nelle siepi centenarie dei giardini all’italiana[11], o intorno ad alcuni cimiteri. Molto raro allo stato spontaneo.

 

etimo

buxus in latino, da πύξος in greco, da πύξ, pugno, per la sua durezza e compattezza.
(box, bussola, bossolo, bussolotto, pissidi <- πυξίς, scatola di bosso[12][13])
la parola proviene dal persiano baxas, che significa legno. Dunque si può dire che il bosso è il legno per antonomasia. Suggestiva e fondata l’ipotesi di ricondurre il vocabolo al sanscrito bHu, radice che significa crescere (cfr. Gr. φὗω)

 

labyrinth of Villa Pisani – https://youmedia.fanpage.it/gallery/ah/558434d7e4b06a96ab2251e1

a chi voglia approfondire consiglio di cercare in rete buxus sempervirens, anziché boxwood

note:
1 infatti è il più duro, il più denso e il più pesante di tutti i legni d’Europa
2 può sopportare una luminosità inferiore di 180 volte la luminosità abituale
3 Dizionario delle origini invenzioni e scoperte nelle arti. 1828 Volume 2
4 proprio per il suo apparato radicale è utile nel consolidamento dei terreni potenzialmente franosi
5 incisione in rilievo. La tecnica è di origine cinese e le prime stampe su carta risalgono addirittura al VIII secolo d.C. L’incisione ebbe poi grandissimo sviluppo con l’invenzione e la diffusione della carta. In Europa fin dal XIV secolo si producono le prime xilografie. Nel Cinquecento l’incisione diventa il mezzo per illustrare i primi libri a stampa. È il solo legno che si adoperi per fare le tavole intagliate da stampare per vignette e simili oggetti, le quali tavole, quando siano ben eseguite, danno un numero grandissimo di copie senza alterarsi.
6  in forma di stecchi è ampiamente utilizzato in orologeria per la pulizia dei movimenti, ad es. per i fori di alloggiamento. Infatti anche la radichetta più sottile è tanto robusta e flessibile da potersi insinuare ed essere usata senza spezzarsi. Riscaldato rilascia trementina che – nelle operazioni di asciugatura delle ruote – permetteva di lucidare al meglio le varie parti.
7  la scatola che originariamente conteneva la bussola
8 l’enorme biglia di bosso giallo, in Bel-ami, di Guy de Maupassant
9  lo stipes di cipresso, il patibulum di cedro
10 la natura arbustiva della pianta ne ha limitato l’uso alla realizzazione d’oggetti relativamente piccoli. D’altra parte le caratteristiche che lo rendono così pregiato ne hanno favorito l’uso per la realizzazione di oggetti d’un certo valore, nei più svariati ambiti. (in tempi lontani non esistevano altri materiali altrettanto resistenti, stabili e facili da lavorare. Era quindi il bosso ad essere usato per realizzare contenitori, strumenti, piccole sculture, tavolette per la scrittura e manici per strumenti da taglio).
11 anche per la sua particolare longevità e resistenza ben si presta all’arte topiaria, ad essere “scolpito” nelle più diverse forme. Il suo utilizzo ornamentale risale a epoche remote, non soltanto in Occidente, dove i Romani furono tra i primi a sagomarlo, ma anche in Cina e Giappone, da cui provengono svariate specie. Nei secoli successivi il bosso rimase una presenza abituale anche in prossimità delle comuni abitazioni, perché la superstizione popolare gli attribuiva il potere di allontanare il malocchio e le streghe. Il suo potenziale creativo conobbe in seguito un’enfasi particolare nei labirinti, nei giardini barocchi francesi, dove veniva intrecciato in complesse forme geometriche dette ‘parterre de broderie’ e nei giardini rinascimentali italiani.
12 una possibile ragione alla base del legame materiale ed etimologico tra il bosso e questo recipiente può risiedere nelle virtù attribuite a questo legno in relazione alla conservazione di droghe e preparati farmaceutici. Stando a Dioscoride, infatti, si riteneva che i contenitori lignei, i più indicati per i medicamenti con una componente liquida fossero quelli ricavati dal bosso
13  il termine pisside (pyxis vaso) indica una piccola scatola cilindrica con coperchio, del diametro medio di 10 cm, utilizzata nella Grecia antica per contenere profumi, gioielli o unguenti medicinali.